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Il Giuggiolo

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view post Posted on 12/4/2008, 23:12 Quote
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Liguria

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Recuperando i frutti di un tempo, non si trovano solo i sapori del passato, ma si recupera anche un mondo culturale che ci avvicina alla natura, ad un modo di vivere più semplice.


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Il Giuggiolo si presenta come un arbusto o alberello dai rami numerosi, flessuosi, spinosi e zigzaganti. Originario della Cina, dove viene abbondantemente coltivato, e' noto in Europa sin dall'epoca romana. Risulta inselvatichito in Liguria, in Sicilia ed in molte parti della penisola italiana.
Ha portamento piramidale, con legno duro e contorto, di lento accrescimento e sviluppo limitato. Le foglie sono regolarmente alterne, piccole e lucenti, con lamina obovata e seghettata sul bordo, con due aculei stipolari , uno lungo e diritto, l'altro breve ed uncinato.
Il Giuggiolo spoglia in autunno inoltrato ed il risveglio primaverile e' tardivo.

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I fiori sono piccoli, verdini, con corolla quasi invisibile, portati da germogli che nel successivo autunno, dopo la fruttificazione, si autoelidono, per cui l'accrescimento effettivo dei rami e’ limitato.
I frutti sono drupe ovali, ellittiche o rotondeggianti, con epidermide di colore marrone scuro, con nocciolo legnoso e polpa carnosa e dolce-acidula a maturita’; la loro maturazione e' tardiva (Ottobre - Novembre) e rimangono a lungo sull'albero cominciando ad appassire senza cadere.
Il loro sapore è dolce acidulo , il colore rosso bruno e risultano particolarmente ricchi in zuccheri (30 g per 100 g di parte edibile), possiedono un valore calorico relativamente elevato rispetto ad altra frutta fresca (120 calorie); contengono inoltre elevate quantità di vitamina C (40 mg) e ciò li rende simili agli agrumi. :woot:
I frutti vengono consumati freschi o secchi, canditi, oppure trasformati in confetture, sciroppi e marmellate;
grazie al loro contenuto in zuccheri e mucillagini, acido citrico e tartarico, i frutti hanno proprieta' medicamentose, tra le quali le piu' importanti sono quella espettorante, lassativa, diuretica, lenitiva ed antinfiammatoria ad uso esterno. :blink:
Il legno del Giuggiolo ha un colore rosso, e' molto ricercato per la sua omogeneita' ed e' pregiato nei lavori di scultura, ebanisteria, ecc.

Questa pianta originaria della Siria, fu introdotta in Italia negli ultimi anni del regno di Augusto. Fu Galeno che per primo la segnalò atta a "diminuire il calore del sangue". Nel Medioevo le vennero riconosciute proprietà bechiche. Tale uso durò fino all'inizio del XIX secolo, quindi cadde nell'oblio.
* Zizyphus viene da Zizouf, nome arabo della pianta.

Curiosità:
I frutti della giuggiola sono dotati di proprietà emollienti e bechiche entrano nella composizione della tisana dei quattro frutti, che associa, in parti uguali, giuggiola, datteri, fichi e uva; veniva impiegata nella forme infiammatorie a carico dell'apparato respiratorio. La presenza di flavonoidi determina un'azione sedativa.

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Costituenti principali:


* zuccheri, pectina, mucillagine, tannino, antrachinoni (tracce)
* flavonoidi (suvertisina)
* saponosidi a genina triterpenica tetraciclica
* vitamina C

Attività principali: emollienti e bechiche; sedativa

Impiego terapeutico: flogosi apparato respiratorio; ansia-insonnia

I frutti della giuggiola vengono correntemente utilizzati in Cina nel trattamento dell'insonnia dovuta ad astenia fisica, ma anche i semi come ipnotici, sedativi e ansiolitici.

I principi responsabili dell'azione sedativa sono stati isolati nei semi del frutto. Si tratta di composti triterpenici (jujubosidi Al e C e acetil jujuboside B), flavonoidi ecc. presenti anche nel frutto.

In Francia viene consigliato l'utilizzo topico «come antalgico nelle affezioni della cavità orale» (Avis auxfabricants, 1990).

La medicina araba utilizza invece il frutto come depurativo, antifebbrile, nelle infiammazioni, nell'asma e in oftalmologia; il seme, come tonificante. Alcuni ricercatori hanno studiato il frutto, utilizzando un estratto alcolico del frutto essiccato con i semi, al fine di valutarne le proprietà antalgiche, antiinfiarnmatorie, antifebbrili e broncodilatatrici.

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Il brodo di giuggiole è una specie di sciroppo o liquore con cui gli antichi contadini omaggiavano i loro visitatori più illustri, notabili, il podestà, il dottore, il prete, il padrone, il fattore, ecc.; Veniva conservato in delle bottiglie e non se ne faceva tanto, perché di piante di giuggiole ne esistevano alcune solo lungo i filoni, o nella recinzione di casa (nella fratta).
Anticamente, nelle famiglie contadine, la frutta, secondo il periodo di maturazione, veniva messa a pezzi in un vaso e, per infusione alcolica, si otteneva un succo liquoroso che per la sua dolcezza era chiamato "Brodo di Giuggiole", forse perché la giuggiola era l'ultimo frutto di stagione ad essere invasato. Il termine passò nell'uso comune ad indicare un qualche cosa di dolce e buono al punto che "andare in brodo di giuggiole" è sininimo di gongolare di gioia.

Ecco come preparalo : -_-

Procurarsi giuggiole mature, passite, delle mele cotogne, uva bianca in quantità tale che le giuggiole rimangano la base del miscuglio, aggiungere buccia di limone, mettere il tutto in una pentola e fare bollire in acqua fino ad ottenere uno sciroppo cremoso; lasciare raffreddare ed imbottigliare chiudendo le bottiglie, o barattoli alimentari lasciandoli al fresco e al buio.
Il brodo di giuggiole è così pronto per essere servito nelle occasioni particolari.

Dosaggio per un quantitativo familiare

1300 grammi. di giuggiole mature
1000 grammi d'uva
350 grammi di mele cotogne
2 litri d'acqua

In questo modo si ottengono 600 grammi di brodo di giuggiole .
:woot:

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